Due trader chiudono l’anno a +30%. Il primo è salito in modo abbastanza lineare e non ha mai restituito più dell’8% da un massimo. Il secondo aveva raddoppiato il conto entro l’estate, poi ne ha ridato indietro quasi tutto in un autunno brutale, prima che un rally di fine anno salvasse il numero. Sulla carta hanno pareggiato. Nella realtà uno dei due è molto più affidabile a cui dare più capitale, e la singola percentuale di "rendimento" non ti dice quale. È il lavoro di un indice di rendimento corretto per il rischio, e i tre che incontri ovunque sono Sharpe, Sortino e Calmar.
Non sono tre nomi per la stessa cosa. Ognuno divide il tuo rendimento per una definizione diversa di rischio, quindi ognuno può incoronare un vincitore diverso a partire dallo stesso identico track record. Capire quale rischio punisce ciascuno è ciò che ti permette di leggere i tuoi numeri senza prenderti in giro.
In breve: lo Sharpe divide il rendimento per la volatilità totale, quindi penalizza allo stesso modo le oscillazioni buone e cattive. Il Sortino divide solo per la volatilità al ribasso, quindi è più equo con gli stili asimmetrici. Il Calmar divide il rendimento annuo per il massimo drawdown, quindi si concentra sulla buca più profonda. Sullo stesso track record possono premiare strategie diverse: la mossa onesta è leggerli tutti e tre insieme.
Sharpe: rendimento per volatilità totale
Lo Sharpe ratio è il più vecchio e citato dei tre. Prende il tuo rendimento medio sopra una soglia priva di rischio e lo divide per la deviazione standard di tutti i tuoi rendimenti. La formula è semplicemente (R meno Rf) diviso sigma, dove sigma è la volatilità totale.
L’inghippo è nascosto in quella parola "totale". La deviazione standard considera una giornata a +6% e una a −6% ugualmente colpevoli, perché entrambe sono scostamenti dalla media. Così una strategia che ogni tanto mette a segno una settimana enormemente positiva viene penalizzata: la sua volatilità sale, il suo Sharpe scende. Per un fondo long only che vuole una crescita liscia e noiosa va benissimo. Per un trader che taglia corto le perdite di proposito e lascia correre i profitti, sottostima in silenzio la bravura. Questa asimmetria è esattamente ciò che il prossimo indice è nato per correggere.
Sortino: rendimento per la sola volatilità cattiva
Il Sortino ratio mantiene la stessa forma ma cambia il denominatore. Al posto della volatilità totale usa la deviazione al ribasso: la volatilità dei soli rendimenti finiti sotto il tuo target (di solito 0%). Le giornate positive, per quanto selvagge, vengono semplicemente ignorate. Il ragionamento è intuitivo una volta che lo senti, dato che nessun trader ha mai perso il sonno per una giornata andata troppo bene. Poiché smette di punire il rialzo, il Sortino legge gli stili asimmetrici, di trend following e di breakout molto più equamente dello Sharpe. Svolgiamo l’aritmetica, compreso l’errore che fanno quasi tutti, nella guida su come calcolare il Sortino ratio.
Ciò che il Sortino ancora non cattura è la forma del dolore: dieci piccole perdite e una catastrofica possono produrre una deviazione al ribasso simile, eppure non sono lo stesso rischio. Per quello serve la terza lente.
Calmar: rendimento per il drawdown peggiore
Il Calmar ratio butta via del tutto la volatilità e pone una domanda più brutale: quanto rendimento annuo hai guadagnato per la peggiore batosta presa lungo il percorso? Divide il tasso di crescita annuo composto per il massimo drawdown, la caduta più profonda da picco a minimo nel periodo (classicamente misurata su 36 mesi). Un Calmar di 2 significa che hai fatto il doppio del tuo peggior drawdown in rendimento annuo.
È l’indice che si preoccupa dell’unico numero che davvero stronca le carriere e fa fallire le challenge: la buca più profonda. Due strategie possono avere un Sortino identico e avere comunque Calmar molto diversi se una ha preso il suo ribasso in un singolo strapiombo e l’altra in una pioggerella costante. Dove Sharpe e Sortino descrivono la trama dei tuoi rendimenti, il Calmar descrive il momento peggiore che hai dovuto sopravvivere.
I tre indici a colpo d’occhio